RON LASALLE – Nobody Rides for Free


Inviato da Gabriele Guerra il 11/1/2007 20:37:45 (477 letture)

Finalmente! Dopo 5 anni dallo splendido Too angry to pray ecco arrivare il nuovo, sublime disco di Ron Lasalle. Un disco da Backstreets che ripercorre i suoni dei grandi della musica con tanto blues, soul e tanto rock, supportato anche da ottimi cori che regalano una sfumatura “black” alle composizioni dal suono tondo di quelli costruiti sul campo, in sala prove o di regitrazione che arrivano diretti e corposi con la voce roca e graffiante di Ron a tracciare solchi profondi nell’anima di noi ascoltatori.. Il disco apre con un bluesaccio d’altri tempi dedicato alla città natale di Ron Nashville Blues, due minuti di visione mistica dei grandi di questa musica da Robert Johnson in poi. Got Love To Blame è un soul con molto swing da assaporare a luci soffuse con un “martini liscio” perche il resto lo offre il brano ricco di molti spunti appetitosi, l’atmosfera si fa più movimentata con il soul di Changing Horses dove oltre ai cori molto “black” ci onora la presenza di un coinvolgente sax e soprattutto di un travolgente Chorus che rimarrà a rimbalzare tra i vostri neuroni come una pallina di un flipper. She Did Love Me è una spettacolare ballata come un acquerello dai colori pastello che dilata i suoi tratti sotto leggere gocce di pioggia che scivolano sulla tela. La tessa atmosfera viene mantenuta da I Am Love più soul della precedente con aperture più languide e romantiche che ammorbidiscono il terreno per la successiva I Still Talk To Angels lenta, dolce, splendida pianistica ballata da piano bar di tarda serata che richiama le atmosfere migliori di Tom Waits e John Hiatt. Siamo a metà ed il disco si mantiene ad altissimi livelli con Try To Trust Again che accelera di un paio di battute le precedenti composizioni lasciando però intatta ed incontaminata la magica atmosfera creatasi con questo poker di incredibili songs. L’ambiente diventa fumoso con Changed My Ways molto più atmosfericamente blues e con un grande lavorio di slide guitar, si accelera ancora con Act Our Age dove fa la sua gradita ricomparsa il sax ed il chorus diventa contagioso così come il buonumore che riesce ad infondere questa canzone sulle note della quale tutto si pùò fare tranne che rimanere immobili. Con To You torna la ballata ma in chiave sixty-south impreziosita dalla fisarmonica che lascia in bocca il sapore di tacos e burritos! Molto ’70 invece l’impasto sonoro di What Never Was, una canzone che si gioca sull’ensamble strumentistico e la grande voce di Ron. Running Blues come dice il titolo stesso è un blues ma non del genere grezzo incontrato all’inizio album, bensì molto raffinato e realizzato alla perfezione con tanto di solo di sax; siamo giunti a Nobody Rides For Free che ci rivela il Ron Lasalle più intimo e profondo che veste l’abito di cantautore costruendo con questo brano il momento più bello del disco, il più emozionante, il più toccante il più adatto per chiudere gli occhi e spiccare il volo verso sogni irrealizzati ed irrealizzabili che grazie alla musica di Ron, ancora una volta sono diventati realtà. Il disco rilascia un’ultima sorpresa, una ghost track dal titolo I Ain’t Never Gonna Leave You rintracciabile on line, al di fuori dell’atmosfera generale del disco, ed ottima come canzone dove far scorrere i titoli di coda di un disco straordinario per intensità e livello compositivo dove Ron conferma e supera il precedente Too angry to pray e nel quale la sua voce risulta ancora più graffiante ed incisiva; splendidi i cori così come i musicisti che hanno reso la musica fluida e godibile, ascoltarli è come essere li in sala con loro perchè mi sa tanto che molte di queste songs siano state registrate live, o almeno è quello che sembra ascoltandole e comunque è un gran bel sentire. Grazie Ron per questo gioiello prezioso e ti aspettiamo, questa volta per davvero, in Italia.

http://www.ronlasalle.com/

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